Diventare più sani e più forti con il freddo: il “Wim Hof Method”


Incuriosito da quanto letto a proposito in rete e dalle numerose ricerche scientifiche a sostegno dei benefici riscontrati, ho da poco iniziato a seguire il corso (ma sarebbe più corretto chiamarlo “metodo”) ideato dall’ “uomo dei ghiacci” Wim Hof.

Chi è costui? Conosciuto come “The Iceman”, Wim Hof è un olandese che detiene 20 record mondiali, tra cui quello della più lunga immersione in una vasca di ghiaccio (circa due ore). Ha corso una mezza maratona al Polo a piedi scalzi e scalato montagne innevate vestito solo con un paio di pantaloncini, sviluppando attraverso delle particolari tecniche di allenamento fisico e mentale la capacità di regolare a piacimento la sua temperatura corporea.

Stregoneria? Il classico santone che è riuscito a crearsi un personaggio? Come vi dicevo, le numerose ricerche scientifiche universitarie e non (di cui molte ancora in corso) sembrano dire tutto l’opposto..

Uno degli studi più interessanti (Kox et al 2014) ha analizzato gli effetti di questo metodo di allenamento sulla risposta del nostro sistema immunitario ad una normale infezione batterica.

Un gruppo di 24 persone è stato diviso in due distinti gruppi: 12 persone hanno svolto per 10 giorni esercizi di respirazione (consistenti in una sorta di iperventilazione con trattenuta successiva del respiro), meditazione ed esposizione al freddo (tramite immersione in acqua gelata), mentre gli altri 12 hanno continuato la loro vita normale. A tutti 24 i soggetti dello studio è stata successivamente iniettata un’endotossina da Escherichia Coli per causare un’infezione simile a quelle che spesso ci colpiscono nei mesi invernali.

Il risultato è stato davvero strabiliante: nelle 12 persone che avevano effettuato l’allenamento secondo i principi dell’uomo dei ghiacci si sono avuti molti meno sintomi influenzali, oltre a un’entità e una durata della risposta febbrile molto inferiore. Gli scienziati hanno spiegato questo incredibile risultato attribuendo al metodo (e in particolar modo alle tecniche di respirazione) la capacità di influenzare positivamente il sistema immunitario, attraverso il rilascio di epinefrina da parte del sistema nervoso autonomo.

Traducendo per i profani: questo metodo riuscirebbe ad attenuare la risposta infiammatoria che normalmente consegue ad infezioni batteriche o virali e che è responsabile di tutta la sintomatologia delle sindromi influenzali (dolori diffusi, debolezza, febbre, produzione di muco, mal di gola, tosse). Se pensiamo che fino ad oggi il sistema nervoso autonomo (che regola ad esempio la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna) e il sistema immunitario (che ci permette di combattere le malattie) non erano ritenuti influenzabili volontariamente, possiamo capire l’enorme portata di queste ricerche e quanto ancora esse possano portarci a scoprire di più sulla nostra fisiologia!

Nonostante tutta questa “scienza” alle sue spalle, questo metodo è caratterizzato da una forte semplicità e applicabilità e sembrerebbe rappresentare un pratico percorso per diventare più forti, più sani e, udite udite, più felici.

Come spiega lo stesso Hof, “nel corso del tempo noi esseri umani abbiamo sviluppato un diverso atteggiamento nei confronti della natura e ci siamo dimenticati della capacità del nostro corpo di adattarsi a temperature estreme e sopravvivere nel nostro ambiente naturale.” Il metodo Wim Hof si basa proprio su questo principio.

Poiché indossiamo abiti e controlliamo artificialmente le temperature a casa e al lavoro, abbiamo ridotto notevolmente la stimolazione naturale dei nostri corpi, atrofizzando i meccanismi antichi legati alla nostra sopravvivenza e alle nostre funzioni di base. Poiché questi strati fisiologici più profondi non vengono più attivati, i nostri corpi non sono più in contatto con questa capacità interiore. Ciò che “The Iceman” promette è che il suddetto potere interiore può essere risvegliato stimolando questi processi fisiologici attraverso una graduale e costante applicazione del “metodo Wim Hof”.

Veniamo al pratico: in cosa consiste questo metodo?

Esso si fonda principalemente su tre elementi:

1 ESPOSIZIONE AL FREDDO

Il primo pilastro del metodo Wim Hof è il freddo. Deve diventare tuo amico. Esporre il corpo nel modo giusto (e cioè gradualmente e con buon senso) attiva una cascata di benefici per la salute, come la riduzione dell’ infiammazione a vari livelli, il rafforzamento del sistema immunitario, livelli ormonali equilibrati, qualità del sonno migliorata e produzione di endorfine - gli ormoni del benessere che innalzano naturalmente il nostro umore -, persino l'accumulo di tessuto adiposo bruno e la conseguente perdita di grasso.

Provo a spiegare meglio quest’ultimo concetto. Il tessuto adiposo bruno (BAT) viene così definito per la sua colorazione dovuta all'elevata presenza di ferro associato ai citocromi presenti nei mitocondri. La sua distribuzione è principalmente riscontrabile negli animali che vanno in letargo, ed è scarsamente presente nell'uomo (è più presente nei neonati). La maggiore distribuzione del BAT nell'uomo è riconoscibile in sede paracervicale, sopraclavicolare, interscapolare e perirenale dove è posto in prossimità dei vasi sanguigni per diffondere il calore attraverso il flusso ematico verso le varie aree corporee. La sua principale funzione è quella di produrre calore in risposta a basse temperature, in reazione a quella che viene definita termogenesi indotta dal freddo, cioè la termoregolazione in reazione a basse temperature. In passato si riteneva che la presenza del BAT fosse irrilevante nell'uomo, ma svariate ricerche recenti ne riconoscono una certa presenza e ne rivelano importanti proprietà nella funzione svolta in risposta alla termogenesi indotta dal freddo "non da brivido" (cold-induced "non shivering" thermogenesis o NST), oltre che un importante ruolo nella regolazione del peso corporeo. Mica male no?!

2 RESPIRAZIONE

Il secondo pilastro del metodo Wim Hof è: respira! Lo facciamo sempre, non vivremmo altrimenti, eppure siamo per lo più inconsapevoli del suo tremendo potenziale. Livelli di ossigeno intensificati racchiudono uno scrigno di benefici e la tecnica di respirazione specializzata del Metodo Wim Hof vuole portarli alla luce tutti: più energia, riduzione dei livelli di stress e una aumentata risposta immunitaria per trattare rapidamente i patogeni.

3 APPLICAZIONE (COMMITTMENT)

Il terzo pilastro del metodo Wim Hof è tutto legato alla mentalità. Senza la giusta mentalità o il giusto focus gli altri due pilastri non possono essere applicati nella maniera corretta: sia l'esposizione al freddo che la respirazione cosciente richiedono pazienza e dedizione per essere pienamente padroneggiati. E’ perciò necessario armarsi di concentrazione e determinazione per cercare di esplorare prima e padroneggiare poi il proprio corpo e la propria mente.

Che il freddo sia con voi (e con me, viste tutte le docce fredde che mi aspetteranno in questo percorso)!

Giulio Bellini, Personal Trainer Roma

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